La scoperta di un documento conservato a Montepulciano presso la Biblioteca Comunale e Archivio storico "Piero Calamandrei" ha consentito di attribuire al grande pittore senese del Cinquecento Domenico Beccafumi l'esecuzione di un dipinto conservato nel museo civico cittadino. La notizia è emersa grazie ad un confronto tra lo storico dell'arte Alessandro Angelini e lo storico Andrea Giorgi; tutto questo in un momento in cui è intensa l'attività sui materiali dell'archivio comunale, con il riordino della Sezione Separata a cura dell'archivista Francesca Cenni, con direzione scientifica di Giorgi (progetto cofinanziato dalla Regione Toscana).
Giorgi ha rinvenuto presso l'Archivio comunale una nota di pagamento del 1507 che così recita: Spese per lo aconcime del palaço per me Ottaviano di Nicolò di Domenicho. Domenicho dipentore sta in chasa di Lorenso Bechafumi per una figura di sancta Angnese fece al Comune ebe li. sesantatré per resto che costò duchati dieci li. 63 s.. La nota, oltreché confermare quanto narrato da Vasari, ovvero che Domenico, nato di modeste condizioni, fu notato e accolto in casa da Lorenzo Beccafumi, allora podestà di Montepulciano, che gli diede anche il suo cognome, aggiunge nuove conoscenze sull'opera del pittore.
Domenico viene infatti pagato per una figura di sancta Angnese fece al Comune, oggi ancora esistente e conservata nel Museo Civico di Montepulciano. La tela rappresenta Agnese in piedi, in mezzo ad un armonioso paesaggio, reggente in mano la città stessa.
Il ritrovamento ha così permesso di gettare nuova luce sugli inizi, finora dibattuti, di un protagonista del Rinascimento italiano.