Sono stati presentati gli otto finalisti in lizza per il 31° Premio Pieve Saverio Tutino, concorso per scritture autobiografiche dell’Archivio diaristico nazionale, che avrà luogo a Pieve Santo Stefano (Arezzo) dal 18 al 20 settembre.
Quattro delle memorie sono legate ai temi delle due Guerre Mondiali: le memorie di Emilio Cianca, soldato operaio e socialista che osserva e racconta il conflitto anche alla luce delle sue idee politiche; Giuseppe Salvemini, sottotenente che parte per il fronte a 18 anni e nonostante la guerra racconta di amori e amicizie, di una gioia di vivere persa solo a causa della Decima battaglia dell’Isonzo e di un’intossicazione da gas; Giovanni Viglione, sottufficiale della Marina militare, il cui diario comincia nel novembre del 1918 a bordo di una nave che costeggia le terre irredente appena conquistate dall’Italia; Ester Marozzi, maestra, antifascista che vive a Milano e descrive con grande acume gli anni della Seconda Guerra.
Ci sono poi le storie di Giuseppina Pendenza che conduce una vita poverissima tra l’Abruzzo e la periferia di Roma, nel secondo dopoguerra, caricandosi sulle spalle il peso di una famiglia numerosa. Come Emidio Boccanera che parla di amore, politica, lavoro e arte durante gli anni Sessanta. Come la giovanissima Caterina Minni, adolescente che racconta nelle pagine di un diario il percorso intrapreso per uscire dall’anoressia. Infine il diario dell’esperienza umana e professionale di Giuseppe Novelli, medico che trascorre un periodo in un ospedale del Burundi come volontario.
“I testi finalisti – ha spiegato Natalia Cangi, direttrice organizzativa dell’Archivio diaristico nazionale – raccontano con una grande ricchezza di contenuti e linguaggi un intero secolo: dall’inizio della Prima Guerra Mondiale ai giorni nostri. Due dei diari finalisti, infatti, sono datati 2014, mentre il più antico risale al 1914. Si consolida dunque quella tendenza, ormai evidente da alcuni anni, che vede arrivare alla fase finale del Premio sia testi che raccontano vite e vicende del Novecento, sia testi contemporanei e di strettissima attualità. Possiamo dire che la 31esima edizione del Premio Pieve offrirà all’opinione pubblica e alla comunità scientifica alcuni documenti di raro interesse sulle Guerre Mondiali, ma anche interessanti spunti di riflessione sui temi che riempiono la nostra quotidianità, da quelli sociali a quelli che riguardano la famiglia, le sacche di povertà in Italia e nel mondo, le libertà individuali e la solidarietà. Si profila quindi un nuovo, lungo viaggio attraverso la storia e la memoria che rappresenta nel suo complesso quello che è da sempre l’obiettivo dell’Archivio: conservare e custodire la memoria degli italiani, scritta dalle persone comuni”.