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26 luglio 2017

Vittorio Giorgini Architetto

Una rassegna in vari spazi della città e non solo per riscoprire la figura dell’architetto fiorentino Vittorio Giorgini e quello che i suoi studi e il suo lavoro hanno lasciato in eredità, ma anche per riscoprire una stagione ricca di fermenti culturali – quella della Firenze degli anni Cinquanta e Sessanta – e i suoi protagonisti. Personalità di rilievo, Giorgini è stato un protagonista della cultura di casa nostra nel secondo dopoguerra. A lui, alla sua vita e alle sue opere è dedicata la rassegna “VITTORIO GIORGINI  Architetto (1926-2010)”, promossa da Fondazione Architetti Firenze, B.A.Co. – Archivio Vittorio Giorgini, Ordine degli Architetti di Firenze, Comune di Firenze e Mus.e, che vedrà coinvolti diversi spazi in città e non solo (dalla Palazzina Reale al Museo Novecento, fino a Baratti, dove si trovano alcune delle testimonianze più importanti del suo lavoro) e che prevede convegni, lecture, workshop e mostre in vari luoghi di Firenze e della Toscana, in collaborazione con le più importanti istituzioni della regione e con realtà internazionali.

È stata una delle gallerie d’arte più significative della scena fiorentina degli anni ’60. Al Museo Novecento sarà possibile visitarne una ricostruzione grazie alla mostra UN PROGETTO PER L’ARTE / “QUADRANTE” (1961–1964). L’iniziativa, inserita nell’ambito di Secret Florence 2017, fa parte di un più ampio progetto dedicato a riscoprire la figura dell’architetto fiorentino Vittorio Giorgini. Suo infatti fu l’allestimento di Quadrante, sotto la direzione artistica della sorella Matilde; uno spazio che in quegli anni di rinascita culturale di Firenze rappresentò un crocevia delle principali tendenze del momento, un punto di incontro delle personalità più in vista in ambito artistico e quindi un luogo di dialogo, scambio e confronto.

Sarà possibile così ammirare per la prima volta insieme lavori e testimonianze documentarie di artisti di spicco del Novecento artistico italiano, alcuni già presenti nella collezione del Museo, come Corrado Cagli, Antonio Bueno e Alberto Moretti, e di altri autori dell’epoca, anche stranieri, come l’architetto, scultore e pittore francese, fondatore e direttore della rivista Architecture d’Aujourd’hu, André Bloc, o l’architetto e pittore cileno Robert Sebastian Matta. I dipinti conservati nelle Collezioni civiche del Comune di Firenze saranno presentati a fianco di opere concesse in prestito dalla Galleria Il Ponte di San Giovanni Valdarno e di documenti custoditi presso B.A.Co. (Baratti Architettura e Arte Contemporanea) – Archivio Vittorio Giorgini. L’esposizione di disegni di progetto, fotografie d’epoca, “Bollettini”, articoli di giornale, lettere, cartoline e cataloghi con dediche, consentirà di ripercorrere i rapporti dell’architetto fiorentino con artisti, critici e intellettuali dell’epoca. Un’opportunità, quindi, per approfondire una figura di spicco nel panorama culturale del secondo dopoguerra e ricostruire il ruolo strategico di Quadrante nella Firenze degli anni ‘60, tuffandosi appieno così in una stagione straordinaria per la città, caratterizzata da un fermento senza pari.

Uno dei tratti distintivi della galleria fu sicuramente l’allestimento progettato da Giorgini. Un intervento nato dall’esigenza di ottimizzare le piccole dimensioni dello spazio a disposizione e “svecchiare” un ambiente che rischiava di risultare eccessivamente austero. La sede della galleria si trovava infatti al primo piano di un palazzo antico su lungarno Acciaioli, una sorta di loft che indusse l’architetto fiorentino a ridefinire gli spazi ricorrendo a soluzioni progettuali innovative, quelle che poi caratterizzeranno tutto il suo percorso artistico. Fu così che le pareti si trasformarono in superfici sinuose, ondulate, lontane dalle geometrie più classiche, raggiungendo il duplice obiettivo di ottimizzare la struttura a disposizione e ottenere un ambiente insolito, una sorta di caverna organica fortemente suggestiva, che verrà evocata con l’esposizione di opere legate alla galleria.

Il progetto, con la direzione scientifica di Valentina Gensini, si svilupperà come un approfondimento della collezione permanente del Museo Novecento, andando ad interessare alcune sale al primo piano e la saletta espositiva al secondo piano. La mostra, a cura di Marco Del Francia, Valentina Gensini e Silvia Moretti, è promossa dal Comune di Firenze con l’organizzazione di MUS.E in collaborazione con Fondazione Architetti Firenze, Ordine degli Architetti di Firenze e B.A.Co – Archivio Vittorio Giorgini.

L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto del museo.

Fonte: Museo del Novecento